WP3 – Le linee guida per la gestione delle emergenze in ambito portuale

2 aprile 2014
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Il principale obiettivo delle Linee Guida è fornire alle autorità Portuali, partner del progetto, un quadro di riferimento metodologico omogeneo per l’elaborazione dei Piani di Emergenza sui rischi d’incidente rilevante per le aree portuali.
In generale, il Piano deve individuare le attività da svolgere in tempo di pace, le azioni, le attività coordinate, le procedure, i mezzi nonché le risorse umane e strumentali e le relative modalità di gestione dell’emergenza, per ciascuna tipologia di scenario incidentale insistente sull’area portuale.
Sono, inoltre, definite le attività volte a prevenire e mitigare gli effetti degli eventi, e ad affrontare l’emergenza fino al superamento della fase acuta di crisi ed al ripristino delle condizioni di normalità.

Il Piano individua la vulnerabilità della porzione di area portuale interessata (aree, popolazione potenzialmente coinvolta, strutture danneggiabili, ecc.), al fine di poter disporre di un quadro globale ed attendibile relativo all’evento atteso e, quindi, poter dimensionare, preventivamente, la risposta operativa necessaria al superamento dell’emergenza, con particolare attenzione alla salvaguardia della vita umana.
Il Piano di emergenza sui rischi di incidente rilevanti nelle aree portuali deve necessariamente coordinarsi con i vigenti strumenti di pianificazione inerenti la realtà portuale, quali i:

  • Piani di protezione civile a livello locale e d’area più vasta, in funzione dei livelli di suddivisione amministrativa del territorio;
  • Piani di emergenza esterna per gli stabilimenti a rischio d’incidente rilevante (in Italia predisposti dalle Prefetture, in Slovenia dai comuni e dallo Stato);
  • Piani di sicurezza del porto – security;
  • Piani specifici per le emergenze portuali: es. Piani antincendio e Piani antinquinamento;
  • Piani di emergenza interni per gli stabilimenti a rischio d’incidente rilevante.

Ciascun Piano di Emergenza Portuale, italiano e sloveno, in conformità a quanto definito nelle Linee Guida, sarà strutturato nelle seguenti parti principali:

  1. Parte generale di inquadramento dell’ambito portuale dal punto di vista territoriale, organizzativo, normativo.
  2. Individuazione degli scenari di riferimento sulla base degli eventi relativi agli stabilimenti a rischio di incidente rilevante presenti nell’area portuale con impatti esterni ai loro confini e dell’analisi storica.
  3. Modello di intervento e procedure operative.

La prima fase dell’attività di predisposizione di un piano di emergenza per l’area portuale consiste, innanzitutto, nell’elaborazione di una mappatura fisico strutturale dell’area di studio e del suo intorno, attraverso l’individuazione dei dati e delle informazioni necessarie a definire un completo quadro conoscitivo generale che comprende le sorgenti di rischio, la struttura e le risorse del porto, gli elementi vulnerabili presenti, l’organizzazione per la gestione delle emergenze, le normative nazionali e locali di riferimento.
La seconda fase è volta all’individuazione della tipologia di scenari incidentali ipotizzabili nell’area portuale, sia nelle acque del porto che a terra e sulle banchine, a partire dall’esperienza storica dei porti.
Tali scenari di riferimento sono individuati con l’obiettivo di tarare il modello d’intervento previsto dal Piano di Emergenza Portuale, che consiste nell’insieme delle procedure operative e di attivazione delle risorse (uomini, materiali e mezzi) necessarie per un’efficace gestione dell’emergenza.
La terza fase è volta alla definizione della catena di comando e controllo e delle modalità di allertamento ed attivazione in emergenza, in riferimento sia all’attuale struttura organizzativa dei Porti, sia alle buone pratiche esistenti a livello nazionale ed internazionale.
Definire la catena di comando e controllo e, quindi, il sistema di allertamento in emergenza, significa in particolare, individuare:

  • i soggetti coinvolti nella gestione dell’evento e le relative competenze;
  • i flussi di comunicazione (allertamento ed attivazione) e le modalità con le quali queste sono effettuate.

Con la IV fase sono definite procedure operative standard per la gestione delle emergenze in ambito portuale con l’obiettivo principale di pianificare preventivamente la successione delle azioni ed interventi tecnici e di soccorso che devono essere intrapresi per far fronte ad una emergenza.
Le procedure operative dovranno essere delineate per ciascuna tipologia di scenario incidentale di riferimento individuato nel capitolo 2, ed essere strutturate sulla base della catena di comando e controllo e del sistema di allertamento previsto nel capitolo precedente.

La V fase individua le informazioni da fornire alle istituzioni preposte alla gestione delle emergenze distinguendo tra la comunicazione delle informazioni in tempo ordinario, da quella necessaria durante l’emergenza, in quanto si differenziano tra loro per contenuti e modalità. Lo schema sotto riportato ne è una esemplificazione.

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